Ancora un caso di femminicidio.

Si legge, e siamo stufi, dell’ennesima ragazza massacrata dall’ex fidanzato che aveva già denunciato per stalking. Ancora una volta non si arriva in tempo, ancora una volta non si riesce a frenare la follia di chi, lasciato indisturbato nel suo agire, decide della vita, anzi delle morte, degli altri.
Mi domando perché i tempi, la burocrazia, le trafile infinite del nostro Paese siano così immutabili. 

Un’amica di cui non faccio il nome ha un ex che la minaccia. Mi ha chiesto cosa fare a chi rivolgersi.
Le ho consigliato un corso di arti marziali. Un’altra tornava delusa da un colloquio dopo una denuncia: le dicono che bisogna fare accertamenti, che non è una cosa che dall’oggi al domani può essere né verificata né punita. Si è presentata con un occhio nero, non era sufficiente.
Lo spread è anche qua, in queste assurdità che lasciano la possibilità ai deficienti di diventare assassini.
La differenza tra un occhio nero e un cadavere è lasso di tempo che il sistema si concede prima di agire. Donne, datemi retta, diventate cintura nera.

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